Qual è il miglior inquadramento da adottare come ingegnere informatico?

  • Domande e Risposte

Sono un ingegnere informatico, attualmente disoccupato.
Sto valutando alcuni progetti sia dall’Italia che dall’estero (lavorando da remoto) per cui non si prevede un rapporto di collaborazione subordinato.. dunque, suppongo, avrei bisogno di una partita iva. Sono inesperto in materia quindi prima di proporre una tariffa ai miei potenziali clienti ho bisogno di capire meglio quale sia il miglior inquadramento fiscale in cui pormi e di conseguenza quali siano le tassazioni che dovrei sopportare.

Cercheremo di fornirle una panoramica sulla sua situazione.

Il Codice Ateco previsto per l’attività di ingegneria informatica è il seguente:
• 71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria

Che, secondo la classificazione dell’Istat, comprende le attività di:
– attivita’ di progettazione ingegnerizzata (che comportano l’applicazione di leggi e principi dell’ingegneria alla progettazione di macchinari, materiali, apparecchiature e strumentazioni, strutture, processi e sistemi) e attivita’ di consulenza relative a: macchinari, processi industriali e impianti industriali; progetti connessi all’ingegneria civile, idraulica e dei trasporti; progetti di gestione delle risorse idriche
– elaborazione e realizzazione di progetti relativi all’ingegneria elettrica ed elettronica, all’ingegneria mineraria, all’ingegneria chimica, meccanica ed industriale e all’ingegneria dei sistemi e della sicurezza
– elaborazione di progetti che comportano l’impiego di impianti di condizionamento dell’aria, di refrigerazione, ingegneria sanitaria e di controllo dell’inquinamento, ingegneria acustica eccetera

Anche se tra le attività sopra elencate non è espressamente prevista l’attività di consulente informatico, riteniamo che tale Codice Ateco sia comunque corretto dato che lei è un ingegnere iscritto all’Albo.

Data tale iscrizione, dovrà iscriversi e versare i contributi ad Inarcassa.

In questo contesto non trattiamo tutte le regole specifiche di ogni Cassa Previdenziale, pertanto per avere maggiori informazioni sulla Disciplina contributiva dell’Inarcassa, la rimandiamo direttamente al sito web: Contributi Inarcassa.

Per quanto riguarda la tassazione, se lei deciderà di applicare alla sua Partita Iva il Regime forfettario (se rispetta tutte le condizioni di accesso illustrate qui: Limiti Regime forfettario) sarà soggetto all’imposta sostitutiva.

L’imposta sostitutiva ha l’aliquota standard del 15% che può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano precise condizioni che può trovare qui: Regime forfettario 5%.

L’imposta sostitutiva del Regime forfettario si applica sul reddito imponibile che viene calcolato applicando ai ricavi (tutte le fatture incassate nell’anno) il coefficiente di redditività.

Il Coefficiente di redditività è una percentuale che varia a seconda dell’attività svolta, che nel caso del suo Codice Ateco risulta essere del 78%.

Procediamo con un esempio per farle capire il meccanismo, ipotizzando che lei abbia € 20.000 di ricavi e l’imposta al 15%.

Ricavi: € 20.000
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: € 15.600 (20.000 x 78%)
Imposta sostitutiva 15%: € 2.340 (15.600 x 15%)

Come detto in precedenza per l’ammontare di contributi che dovrà versare ad Inarcassa potrà informarsi direttamente sul sito della stessa.

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