Domande e Risposte

Come mi dovrò comportare nel caso uscissi dal regime forfettario per passare al semplificato?

Se dovessi uscire dal forfettario, poi, fra qualche anno, sarà possibile rientrare? Nel caso dovessi passare devo fare qualche operazione fiscale? Quanto dovrei guadagnare per non pagare troppe tasse rispetto a quello che ho fatturato?

Potrà adottare nuovamente il Regime Forfettario se ne rispetterà di nuovo tutti i requisiti.

Per esempio: se nel 2023 è ricaduto in una delle cause di esclusione previste, nel 2024 dovrà necessariamente adottare il regime Semplificato. Se nel 2024 rispetterà nuovamente i requisiti, nel 2025 potrà riadottare il Forfettario.

Se passerà al Regime Semplificato, dal 1° gennaio dovrà adottare un atteggiamento concludente, ovvero cominciare a riportare l’Iva nelle sue fatture e comunicare al suo commercialista che non rientra più nel Regime Forfettario.

Il Regime Semplificato prevede che il reddito imponibile (il totale su cui andrà a versare imposta e contributi) sarà calcolato sottraendo ai ricavi (intesi come incasso e non fatturato) i costi sostenuti.

Sarà soggetto al versamento dell’Irpef secondo il sistema a scaglioni, in base al reddito percepito:

  • 1° scaglione: reddito compreso tra 0 e 28.000 euro. Aliquota IRPEF pari al 23%;
  • 2° scaglione: redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro. Aliquota IRPEF pari al 35%;
  • 3° scaglione: oltre 50.000 euro. Aliquota IRPEF è del 43%.

Inoltre il reddito da Partita Iva farà cumulo con gli altri redditi percepiti e soggetti ad Irpef.

Sarà soggetto al versamento dell’Iva trimestrale e al suo saldo annuale a seconda della compensazione tra Iva delle fatture di vendita e quelle di acquisto.

Potrà però godere di maggiori deduzioni e detrazioni (spese per l’attività, sanitarie, famigliari ecc.) non previste dal Regime Forfettario.

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