Posso aprire impresa individuale in forfettario per ecommerce prodotti alimentari?

  • Domande e Risposte

 

Sto progettando un ecommerce per la vendita di tè al dettaglio. A portare avanti il progetto siamo io e mio fratello. Vorremmo aprirla come impresa individuale a regime forfettario ed affidarci ad un commercialista online per la contabilità.

L’impresa vorremmo aprirla a mio nome, in quanto avendo il diploma di perito agrario, non richiederebbe dei costosi certificati previsti dalla nostra tipologia di azienda, che tratta prodotti alimentari. 

 

Per la sua situazione, dato che da quanto ci ha indicato nell’anno precedente non aveva alcuna Partita Iva, rispetta sicuramente il limite dei 65.000 euro di ricavi. Infatti, per verificare tale limite devono essere presi in considerazione solo i ricavi derivanti da Partita Iva individuale, ovvero per lei nell’anno precedente erano pari a 0.

 

Inoltre potrà applicare il Regime forfettario se non partecipa ad alcuna società di persona o SRL rientrante nell’esclusione.

  

L’attività di commercio elettronico può essere inquadrata con il seguente Codice Ateco:

47.91.10 – Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet 

 

Questo Codice è valido per qualsiasi tipologia di prodotto venduto online attraverso un proprio sito e/o altri Market place (Amazon, Ebay, ecc).

 

Tale attività prevede l’iscrizione in Camera di Commercio, il pagamento dei contributi alla Gestione Commercianti e un coefficiente di redditività del 40%.

 

Proviamo a farle un esempio di come deve calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi che dovrà a pagare se adotterà il Regime forfettario:

 

Ricavi: €  20.000 (ipotesi)

Coefficiente di redditività: 40%

Reddito imponibile: € 8.000

Imposta sostitutiva 15%: € 1.200 (8.000 x 15%)

Contributi fissi sul reddito minimale (15.878) Gestione Commercianti: circa € 3.800

Contributi sul reddito eccedente il minimale: € 0 (8.000 è inferiore ai 15.878).

 

In sostanza, con ricavi di 20.000 euro, pagherebbe tra imposta sostitutiva (€ 1.200) e contributi (€ 3.800), circa € 5.000.

 

Potrà applicare l’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività se l’attività che andrà a svolgere non è una diretta prosecuzione di una che ha già svolto in passato e se negli ultimi 3 anni non ha partecipato ad alcuna impresa. 

 

Inoltre, dal secondo anno di attività, per il calcolo dell’imposta sostitutiva, al reddito imponibile, potrà “sottrarre” anche i contributi obbligatori pagati nell’anno così da “abbassare” l’ammontare su cui calcolare l’imposta.

 

Coloro che adottano il Regime forfettario e versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti, hanno la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare, in questo caso non pagherebbe € 3.800 di contributi bensì € 2.470, maggiori informazioni sull’argomento può trovarle qui: Riduzione 35% Contributi Inps.

 

Come ultimo costo fisso, le ricordiamo che ogni anno la Camera di Commercio richiede il pagamento del diritto annuale che è in media € 50,00 ma varia a seconda della Camera di Commercio alla quale si è iscritti.

 

Se lei comprerà il tè da Paesi esteri per la Disciplina delle operazioni che effettuerà con altri Stati, può consultare i nostri seguenti due articoli che sintetizzano il comportamento da tenere:

Regime forfettario Intrastat

Regime forfettario operazioni Extra UE

Perché affidarsi ad un commercialista online!

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