Le risposte alle domande sul fisco inviate dai nostri utenti Come faccio ad aprire P.I. come consulente e formatore?

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Dovrei aprire P.IVA: sono un consulente di direzione aziendale, marketing e formatore.

Se desidera aprire la Partita IVA come consulente aziendale e formatore, è fondamentale sapere che, con l’entrata in vigore della nuova classificazione ATECO 2025, i codici da utilizzare sono stati aggiornati.

Per l’attività di consulenza in materia di gestione, marketing, risorse umane, strategie aziendali e project management, il codice aggiornato da utilizzare sarà:

70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.

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Include:

  • consulenza strategica e direzionale per imprese e organizzazioni;
  • consulenza sulla gestione finanziaria, contabile e controllo di bilancio;
  • supporto all’avvio di nuove imprese (startup);
  • consulenza su gestione delle risorse umane e marketing operativo;
  • attività di project management e gestione del cambiamento.

Questo codice sostituisce il precedente 70.22.09 della classificazione 2007.

  • 85.59.20 – Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale
    che include

    • corsi di formazione in informatica
    • corsi di formazione per chef, albergatori e ristoratori
    • corsi di formazione per estetiste e parrucchieri
    • corsi di formazione per riparazione di computer
    • corsi di primo soccorso, antincendio, rls, rspp

Entrambe le attività descritte dai 2 Codici Ateco citati possono essere svolte come liberi professionisti con iscrizione alla Gestione Separata Inps, se vorrà iscriversi in Camera di Commercio basterà indicare che sono svolti con prevalenza dell’aspetto di fornitura di servizi piuttosto di quello professionale, in tal caso verserà i contributi alla Gestione commercianti. La differenza tra le due Gestioni è che la Gestione Separata prevede un’aliquota di contribuzione del 26,07% senza alcun fisso annuale mentre la Gestione Commercianti prevede il versamento di fissi annuali per circa € 4.611,64.

Indicati ora i Codici Ateco e le differenze di inquadramento, deve decidere quale regime fiscale applicare per la sua Partita Iva.

Quale Regime fiscale adottare?

Nel momento in cui apre la Partita Iva individuale, può applicare due Regimi fiscali a seconda della sua situazione:

La differenza sostanziale che si ha tra i due Regimi è l’imposta dovuta allo Stato e il modo in cui si calcola il reddito imponibile.

Infatti, mentre nel Regime Ordinario si pagano IRPEF, addizionali, ecc e il reddito imponibile si calcola deducendo i costi dai ricavi ottenuti, nel Regime forfettario si paga solo l’imposta sostitutiva e il reddito imponibile viene calcolato applicando il coefficiente di redditività previsto per la propria attività ai ricavi conseguiti.

In particolare, per valutare la convenienza del Regime forfettario per la sua situazione deve verificare che il vantaggio derivante dall’applicazione del 15% (o 5%) dell’imposta sostitutiva al posto che Irpef, addizionali, ecc. non venga vanificato:

  • dal minore importo delle spese forfettarie riconosciute per la sua attività rispetto a quelle effettivamente sostenute per lo svolgimento della stessa. Per esempio se per la sua attività è previsto un coefficiente di redditività del 78% (per il Codice Ateco che le abbiamo indicato), ovvero è stimato che per avere 1000 euro di ricavi ne spende 220. Se, invece, ne spende effettivamente di più il Regime forfettario potrebbe non essere per lei conveniente;
  • dalla perdita della possibilità di dedurre/detrarre altre tipologie di spese dal reddito imponibile. Infatti dal reddito imponibile (determinato con l’applicazione del coefficiente di redditività ai ricavi) possono essere dedotti unicamente i contributi obbligatori pagati l’anno precedente e si perderà quindi la possibilità di dedurre/detrarre le altre tipologie di spese (carichi familiari, spese mediche, spese ristrutturazione, ecc.). Tali spese potranno essere dedotte/detratte da eventuali altri redditi soggetti ad Irpef.
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