Come fare per aprire Partita Iva come Influencer?
Come aprire Partita Iva per Influencer? Se vuoi aprire la tua Partita Iva come influencer, la prima cosa da fare è adottare il codice Ateco relativo all’attività che vorrai svolgere in maniera autonoma e successivamente iscriverti presso la relativa Gestione previdenziale.
Devi sapere che in base a come svolgerai l’attività di influencer potrai qualificarti come professionista o come Commerciante iscritto in Camera di Commercio: nel primo caso, verserai i contributi alla Gestione Separata Inps, nel secondo alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.
Il codice Ateco per svolgere l’attività di influencer è il
- 73.11.03 – Attività di influencer marketing
Che comprende:
– influencer marketing (marketing di influenza):
• attività di agenzie pubblicitarie specializzate che basano le proprie campagne pubblicitarie sul coinvolgimento di persone influenti (influencer)
• attività di influencer marketer che conducono campagne di influencer marketing (marketing di influenza).
Fino al 1° aprile 2025, se volevi qualificarti come professionista, in quanto effettuavi consulenze verso i tuoi clienti su come sponsorizzare prodotti o la propria immagine, dovevi adottare uno dei seguenti Codici Ateco:
• 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie
Che includeva:
– ideazione di campagne pubblicitarie: creazione e collocazione di pubblicità per giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione
– creazione e strategia di diffusione di pubblicità esterna, ad esempio: cartelloni pubblicitari, pannelli pubblicitari, opuscoli, allestimento di vetrine, progettazione di sale d’esposizione, scritte pubblicitarie su autobus e autoveicoli eccetera
– creazione di stand ed altre strutture e spazi espositivi
• 74.90.99 – Altre attività professionali nca
Al contrario, se sponsorizzavi direttamente tu in prima persona prodotti vari, eri considerato commerciante ed in questo caso il Codice Ateco corretto era:
• 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
Che include:
– conduzione di campagne pubblicitarie: collocazione di pubblicità in giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione
– conduzione di campagne di marketing ed altri servizi pubblicitari mirati ad attirare e ad assicurare la fedeltà dei clienti
– promozione dei prodotti
– realizzazione di pubblicità aerea
– distribuzione o consegna di materiale pubblicitario o di campioni
– consulenza sulla disposizione dei prodotti all’interno del punto vendita
– realizzazione di pubblicità postale.
A questo punto dovrai scegliere il Regime Fiscale da adottare e la tua scelta potrà ricadere sul Forfettario o Ordinario semplificato.
Ma quali sono le differenze tra questi due regimi fiscali?
Il Regime Forfettario, considerato “agevolato” per i numerosi vantaggi fiscali e contabili che porta, prevede che:
• si paghi un’unica imposta, detta sostitutiva, che sostituisce appunto tutte le altre dell’Ordinario semplificato (Irpef, addizionali, ecc.);
• imposta e contributi si versino sul reddito imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco ai ricavi conseguiti;
• le spese siano determinate in modo forfettario in base al coefficiente di redditività specifico associato al tuo Codice Ateco;
• non si applichi la ritenuta d’acconto del 20% ai tuoi compensi;
• non si applichi l’Iva sulle fatture ma soltanto un’imposta di bollo di 2 euro per tutte le fatture superiori ai 77,47 euro.
Per poter applicare questo regime fiscale bisogna rispettare determinati requisiti, il più importante è non superare il limite di 85.000 euro di ricavi da Partita Iva all’anno.
Il Regime Ordinario Semplificato prevede che non si superino invece i 500.000 euro di ricavi all’anno se vendi servizi e i 800.000 euro se svolgi un altro tipo di attività ed inoltre bisogna obbligatoriamente registrare:
• beni ammortizzabili
• incassi e pagamenti
• fatture di vendita e di acquisto
Le caratteristiche del Regime Ordinario semplificato sono le seguenti:
• Irpef da versare secondo il classico meccanismo a scaglioni;
• si devono versare eventualmente anche addizionali regionali e comunali;
• versamento dell’Iva;
• devi applicare la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.
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