Aprire Partita IvaCome aprire Partita Iva per Idraulico

Iscriviti gratis e ricevi subito assistenza fiscale gratuita

Aprire Partita Iva

Leggi l’articolo aggiornato: Aprire Partita Iva per idraulici

Come fare per aprire Partita Iva per Idraulico?

Come aprire Partita Iva per idraulico? Se vuoi aprire la tua Partita Iva come idraulico, la prima cosa da fare è scegliere il codice Ateco relativo all’attività che vorrai svolgere in maniera autonoma.

In base a come svolgerai l’attività, potrai adottare uno o più Codici Ateco seguenti:

43.22.01 – Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;

43.22.02 – Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);

43.22.03 – Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione);

43.22.04 – Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione);

43.22.05 – Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione).

Infine, dovrai iscriverti in Camera di Commercio, a cui versare il diritto camerale annuale di circa 50 euro, ed iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, a cui versare i contributi.

A questo punto dovrai scegliere il Regime Fiscale da adottare e la tua scelta potrà ricadere sul Forfettario o Ordinario semplificato.

Ma quali sono le differenze tra questi due regimi fiscali?

Il Regime Forfettario, considerato “agevolato” per i numerosi vantaggi fiscali e contabili che porta, prevede che:

si paghi un’unica imposta, detta sostitutiva, che sostituisce appunto tutte le altre dell’Ordinario semplificato (Irpef, addizionali, ecc.);

• imposta e contributi si versino sul reddito imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco ai ricavi conseguiti;

Guida Facile al Regime Forfettario

Iscriviti alla piattaforma FlexTax e ricevi gratis il libro
Scarica gratis ora

• le spese siano determinate in modo forfettario in base al coefficiente di redditività specifico associato al tuo Codice Ateco;

non si applichi la ritenuta d’acconto del 20% ai tuoi compensi;

non si invii lo spesometro;

non si applichi l’Iva sulle fatture ma soltanto un’imposta di bollo di 2 euro per tutte le fatture superiori ai 77,47 euro.

Per poter applicare questo regime fiscale bisogna rispettare determinati requisiti, il più importante è non superare il limite di 85.000 euro di ricavi da Partita Iva all’anno.

Ti ricordiamo che dal 1° gennaio 2024, tutti i contribuenti hanno l’obbligo di fatturazione elettronica, compresi quei forfettari che ne sono stati esonerati fino al 31 dicembre 2023.

Il Regime Ordinario Semplificato prevede che non si superino invece i 500.000 euro di ricavi all’anno se vendi servizi e i 700.000 euro se svolgi un altro tipo di attività ed inoltre bisogna obbligatoriamente registrare:

• beni ammortizzabili
• incassi e pagamenti
• fatture di vendita e di acquisto

Le caratteristiche del Regime Ordinario semplificato sono le seguenti:

Irpef da versare secondo il classico meccanismo a scaglioni;

• si devono versare eventualmente anche Irap, addizionali regionali e comunali, ecc.;

versamento dell’Iva;

obbligo della fatturazione elettronica;

• si deve inviare lo spesometro;

• devi applicare la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Adv

Gestire la contabilità
può essere stressante

Ti aiutiamo a rendere tutto più facile
Fai il primo passo