Qual è il Codice Ateco per Sarti?
Il codice Ateco per sarti è 14.10.20 – Fabbricazione di maglioni e altri articoli a maglia e all’uncinetto
che comprende:
– fabbricazione di articoli di abbigliamento realizzati a maglia e all’uncinetto, inclusi indumenti per neonati, ad esempio:
• cappotti, completi da uomo e da donna, giacche, pantaloni, gonne
• indumenti da notte e biancheria intima
– fabbricazione di abbigliamento sportivo e costumi da bagno realizzati a maglia e all’uncinetto
In base a come svolgi la tua attività, potrai anche optare per il seguente codice Ateco:
- 14.21.10 – Fabbricazione in serie di abbigliamento esterno
che include:
– fabbricazione di indumenti esterni diversi da quelli a maglia, ad esempio pullover, cardigan, maglie, cappotti, abiti, completi, giacche, pantaloni, gonne, camicie, magliette, camicette, indumenti esterni per bambini
– fabbricazione di indumenti esterni in similpelle (finta pelle o pelle sintetica), senza l’utilizzo di pelle naturale
– fabbricazione o lavorazione di parti degli articoli sopra elencati
– fabbricazione di indumenti esterni ornati di pelliccia
– fabbricazione di abiti da sposa e altri vestiti da cerimonia confezionati in serie
Entrambi i codici Ateco appartengono alla sezione Ateco “C – attività manifatturiere”
Come funziona il Regime Forfettario per sarti?
Il codice Ateco assume particolare importanza nel momento in cui si rispettano tutti i requisiti per poter adottare il forfettario e lo si sceglie dunque per la propria attività in Partita Iva.
Infatti, se deciderai di adottare il Regime Forfettario per la tua attività di sarto, il reddito imponibile (ovvero la base su cui, in fase di Dichiarazione dei redditi, si calcoleranno imposta sostitutiva e contributi previdenziali) si calcolerà applicando ai ricavi conseguiti un coefficiente di redditività.
Il coefficiente di redditività è una percentuale associata ad ogni codice Ateco che va a determinare la porzione di ricavi che verrà sottoposta a tassazione.
Nel caso di entrambi i codici per sarto che ti abbiamo suggerito nelle precedenti righe, il coefficiente di redditività associato è pari al 67%.
Ciò significa che soltanto il 67% di quanto hai incassato sarà soggetto ad imposta sostitutiva e contributi, la restante parte (in questo caso pari al 33%) verrà riconosciuta come “spesa forfettaria“.
Come mai il forfettario riconosce una percentuale di spesa forfettaria? Perché tale regime fiscale non consente la possibilità di portare in deduzione le spese sostenute per l’esercizio dell’attività, pertanto riconosce un forfait.
Nel caso dell’attività di sarto, il cui codice Ateco ha associato un coefficiente di redditività del 67%, si stima che per produrre 1.000€ di ricavi, vengano spesi 330€. Qualora nello svolgimento della tua attività spendessi più della percentuale di spesa forfettaria riconosciuta, probabilmente ti converrebbe valutare l’adozione del Regime Ordinario Semplificato il quale consente, secondo diverse percentuali, di dedurre le spese sostenute per l’esercizio della propria attività.
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