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Influencer: Calcolo tasse ed esempi

Se hai aperto la Partita Iva come influencer in Regime forfettario, dovrai versare:

  • L’imposta sostitutiva del 15% (in alcuni casi, puoi accedere alla riduzione al 5%);
  • I contributi previdenziali.

Sia imposta che contributi si calcolano sul reddito imponibile.  Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando ai ricavi che hai conseguito alla fine dell’anno il tuo coefficiente di redditività. Il coefficiente di redditività dipende dal Codice Ateco che hai scelto subito dopo aver aperto la Partita Iva, e per te che sei un influencer è del 78%.

Se l’imposta sostitutiva è uguale per ogni attività (15% o 5%), i contributi previdenziali che dovrai versare variano se sei annoverato come un influencer Commerciante o come influencer Professionista. Nei paragrafi successivi andiamo ad analizzare entrambe le situazioni.

Questo articolo ha proprio l’obiettivo di farti capire il Calcolo tasse ed esempi per influencer.

Calcolo tasse ed esempi per influencer Commerciante

Se sei un influencer Commerciante dovrai:

  • Iscriverti alla Camera di Commercio (e versare il diritto camerale annuale di circa 50 euro);
  • Iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.
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Oltre all’imposta sostitutiva, dovrai versare dei contributi fissi obbligatori, indipendentemente dal reddito che consegui, infatti:

  • Se il tuo reddito va da 0 a 18.415 euro, dovrai versare 4.515,43 euro di contributi fissi;
  • Se il tuo reddito, invece, supera i 18.415 euro, oltre i contributi fissi sul minimale, dovrai versare quelli sul reddito eccedente, con l’aliquota del 24%.

Questo vuol dire che se un anno il tuo reddito risultasse essere pari a zero, tu sarai comunque tenuto a pagare 4.515,43 euro di contributi fissi.

Facendo parte della Gestione Artigiani e Commercianti, potrai richiedere la riduzione del 35% dei contributi, collegandoti direttamente al sito dell’Inps ed inviando la richiesta per via telematica. Ti facciamo ora un esempio di quanto dovrai pagare come influencer Commerciante in forfettario, supponendo che i tuoi ricavi ammontino a 30.000 euro e che tu non abbia versato i contributi obbligatori nell’anno:

Esempio

Ricavi: 30.000 euro

Coefficiente di redditività: 78%

Reddito imponibile: 23.400 euro (30.000 x 78%)

Imposta sostitutiva 15%: 3.510 euro (23.400 x 15%)

Contributi fissi: 4515,43 euro

Contributi sul reddito eccedente il minimale: 1196,40€ (23.400 – 18.415 x 24%)

Calcolo tasse ed esempi per influencer Professionista

Se apri Partita Iva come influencer Professionista, dovrai iscriverti alla Gestione Separata Inps e versare contributi solo se consegui ricavi. Nel momento in cui hai prodotto del reddito, pagherai i contributi con l’aliquota del 26,07%. Ti riportiamo ora un esempio, supponendo sempre che i tuoi ricavi ammontino a 30.000 euro e che tu non abbia versato i contributi obbligatori nell’anno:

Esempio

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 23.400 euro (30.000 x 78%)
Imposta sostitutiva 15%: 3.510 euro (23.400 x 15%)
Contributi previdenziali del 26,07%: 6.100,38 euro (23.400 x 26,07%)

Calcolo tasse ed esempi per influencer: la fattura

Se sei un influencer e hai adottato il Regime forfettario, quando emetterai le fatture:

  • sarai esonerato dall’applicazione dell’Iva, ma dovrai inserire l’imposta di bollo del valore di 2 euro per gli importi superiori ai 77,47 euro.
  • non dovrai applicare la ritenuta d’acconto;
  • dovrai compilarla con tutti i dati fondamentali quali nome e cognome, numero di Partita Iva, indirizzo, ecc. ed inserire le seguenti voci obbligatorie:

– “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n.190/2014 e successive modificazioni”.

– “Imposta di bollo num. (ID)…………. assolta sull’originale”.

– “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art.1 comma 67 della Legge n.190/2014 e successive modificazioni”. (Questa dicitura va inserita nel caso in cui la tua attività sia solitamente soggetta alla ritenuta d’acconto, ovvero svolta come professionista).

Infine, ricorda che, a partire dal 1° gennaio 2024, tutti i contribuenti, compresi quei forfettari che fino al 31 dicembre 2023 ne sono stati esonerati, hanno l’obbligo di fatturazione elettronica.

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