Aprire partita Iva per shopify

Aprire partita Iva per shopify

Per capire qual è la partita iva giusta per vendere su shopify, per prima cosa è necessario capire cos’è shopify, così da poter poi analizzare come funziona e cosa comporta intraprendere un’attività su shopify.

Shopify è una piattaforma che permette di creare e gestire il negozio online della tua attività in modo semplice e rapido, grazie ad una struttura già impostata e quindi senza la necessità di avere specifiche competenze tecniche o di sostenere particolari costi di avviamento.

Puoi aprire un negozio su shopify sia se hai già un negozio fisico per il tuo business, sia se vuoi intraprendere una nuova attività unicamente attraverso il canale shopify. Soprattutto negli ultimi anni, sono sempre più le persone che decidono di utilizzare shopify Italia per la loro attività.

Oltre al suo funzionamento, chi lo usa o chi vende su shopify ha anche necessità di capire come trattare fiscalmente le entrate prodotte, quindi se è necessario aprire la Partita Iva per vendere su shopify e, nel caso di risposta affermativa, in quali tempistiche e qual è la Partita Iva più giusta.

Questo articolo nasce proprio per fornirti informazioni su questi argomenti.

Come funzionano i pagamenti su shopify

Shopify, una volta terminata la prova gratuita, offre la possibilità di sottoscrivere abbonamenti mensili, annuali o biennali. Tutti gli abbonamenti prevedono il pagamento di un canone mensile e di una percentuale per ogni transazione, la percentuale trattenuta varia a seconda del piano sottoscritto.

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Puoi trovare informazioni specifiche e aggiornate in merito direttamente nella sezione prezzi di shopify. Di seguito la tabella con alcune delle percentuali applicate con Shopify Payments, a seconda del tipo di piano acquistato.

aprire partita iva per shopify

Le tempistiche di ricezione dei pagamenti su shopify variano dai 2 ai 4 giorni a seconda della modalità di pagamento utilizzata dal cliente e dal Paese dal quale ha effettuato l’acquisto.

Un’altra questione molto importante, riguarda il trattamento fiscale: come devono essere dichiarati i guadagni prodotti con shopify?

Serve la partita iva per vendere su shopify?

Per vendere su shopify non è sempre necessario aprire la Partita Iva.

Bisogna sempre ricordare che la normativa fiscale italiana permette di svolgere un’attività autonoma senza la necessità di aprire la Partita Iva fino a quando la stessa conserva le caratteristiche di occasionalità e saltuarietà. In tal caso, puoi svolgere la tua attività su shopify attraverso prestazioni autonome occasionali, indicando poi i ricavi conseguiti nel quadro dei Redditi diversi della tua Dichiarazione dei Redditi, gli stessi saranno soggetti ad Irpef con il tradizionale metodo a scaglioni.

Invece, è obbligatorio aprire la Partita Iva per vendere su shopify nel momento in cui l’attività diventa a tutti gli effetti abituale e continuativa nel tempo.

Purtroppo, la normativa non fornisce criteri oggettivi che permettano di delineare con carattere generale quando considerare che un’attività diventi abituale, per questo motivo deve essere analizzata ogni specifica situazione. Se hai necessità di chiarimenti in base alla tua situazione, scrivici così da permetterci di aiutarti.

Ricordiamo anche che il limite di € 5.000, spesso viene confuso con il limite oltre il quale è necessario aprire la Partita Iva, invece la normativa prevede solo che oltre tale soglia si debba iniziare il versamento della contribuzione (in caso di attività professionale), la Partita Iva deve obbligatoriamente essere aperta solo quando l’attività è continuativa e abituale nel tempo.

Nel prossimo paragrafo, andremo ad approfondire la questione su quale sia la partita iva giusta per vendere su shopify.

Qual è la partita iva giusta per vendere su shopify?

Nel momento in cui la tua attività diventa abituale e continuativa nel tempo, sarà necessario aprire la Partita Iva.

Aprire la Partita Iva per l’attività su shopify, comporta essere soggetti al versamento di imposte e contributi e al rispetto di determinate regole, è quindi molto importante informarsi prima di procedere, così da non farsi trovare impreparati.

Codice Ateco partita iva giusta per vendere su shopify

La prima scelta che si deve fare per aprire la Partita Iva è il Codice Ateco, ovvero un codice di massimo 6 cifre che classifica l’attività da te svolta, ad esempio per il commercio online di merce comprata da terzi, il Codice Ateco è il 47.91.10. Puoi trovare la lista di tutti i Codici Ateco con relativa descrizione nella nostra apposita sezione FlexTax Codici Ateco.

Infatti, il Codice Ateco per l’attività di vendita online non è corretto per tutte le attività svolte su shopify, ad esempio dovrai scegliere un differente Codice Ateco nel caso in cui vendi su shopify grafiche da te prodotte. Crea un account e contatta i nostri professionisti fiscali per avere maggiori informazioni sul Codice Ateco più adatto alla tua attività!

Partita iva giusta per vendere su shopify: regime fiscale

Quando apri la Partita Iva, un’altra scelta molto importante da prendere è il Regime fiscale da applicare. Ad, oggi, in Italia puoi applicare due tipologie di Regimi fiscali: il regime forfettario e il regime ordinario.

Il Regime forfettario è il regime più utilizzato dalle micro/piccole attività, soprattutto nella fase iniziale dell’attività in quanto fino a ricavi di € 65.000 e al rispetto di altri limiti e condizioni permette di pagare un’imposta con aliquota ridotta rispetto all’Irpef dovuta nel Regime ordinario.

Per questo motivo nelle prossime righe ti forniremo alcune informazioni sul Regime forfettario, così che tu possa avere una panoramica del suo funzionamento nel caso di apertura della Partita Iva per attività su shopify.

Il Regime forfettario prevede il versamento:

  • dell’imposta sostitutiva per il 15% del reddito, tale aliquota può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni rispettando tutte le condizioni che trovi qui: Regime forfettario imposta sostitutiva 5 %.
  • dei contributi in base alla classificazione dell’attività svolta, ovvero se effettui vendita di beni acquistati da terzi, se sei un grafico professionista, e così via.

Come si fa a calcolare il reddito imponibile su cui si calcolano imposta sostitutiva e contributi?

Si applica il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti. Il coefficiente di redditività è solo una percentuale predefinita per ogni Codice Ateco che indica quale percentuale dei tuoi guadagni è soggetta ad imposte e contributi e quale percentuale viene invece considerata come una spesa da te sostenuta.

Quindi, è molto importante tenere presente che nel Regime forfettario i costi dell’attività che vengono riconosciuti sono unicamente quelli calcolati con il coefficiente di redditività, non quelli da te effettivamente sostenuti.

L’ultimo argomento trattato in questo articolo riguarda le regole di fatturazione per coloro che aprono la Partita Iva e applicano il Regime forfettario.

Shopify: come funzionano le fatture

Chi apre Partita Iva per vendere su shopify, come deve comportarsi con la fatturazione?

La normativa fiscale prevede che se si effettua vendita online si è esonerati dall’emissione della fattura nei confronti dei soggetti privati (senza Partita Iva) a meno che non sia lo stesso cliente a richiederla. In questo caso, puoi quindi semplicemente annotare l’incasso nel registro dei corrispettivi. La fattura deve essere sempre emessa nei confronti dei soggetti con Partita Iva.

Nel caso in cui l’incasso avvenga in una valuta differente dall’euro, dovrai annotarlo nei corrispettivi o emettere la fattura con il cambio di valuta in euro al tasso di cambio vigente o alla data di incasso (per i corrispettivi) o alla data di emissione fattura (in caso di fatturazione).

Per coloro che applicano il Regime forfettario, è importante sottolineare che l’incasso da annotare o l’importo da fatturare, è sempre al lordo delle commissioni che vengono applicate da shopify dato che, come illustrato nel paragrafo precedente, i costi riconosciuti sono solo quelli calcolati con l’applicazione del coefficiente di redditività.

Un altro aspetto importante per coloro che applicano il Regime forfettario è quello relativo all’integrazione Iva: sulle fatture di prestazioni di servizi ricevute da soggetti esteri e senza applicazione dell’Iva, entro il 16 del mese successivo si deve procedere ad integrare l’Iva con l’aliquota vigente in Italia.

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Anna di FlexTax

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