Aprire partita Iva per regista: come fare

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Cosa bisogna fare per aprire Partita Iva come regista?

Aprire partita Iva per regista: come fare. Se vuoi aprire la tua Partita Iva per regista, la prima cosa da fare è scegliere il codice Ateco relativo all’attività che vorrai svolgere, e potrai sceglierlo tra uno dei seguenti:

90.02.02 – Attività nel campo della regia

90.02.09 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche

Che include:

– attività di supporto alle rappresentazioni artistiche quali la produzione e l’organizzazione di spettacoli teatrali dal vivo, di concerti, di rappresentazioni di opere liriche o di balletti e di altre produzioni teatrali: produttori, scenografi e sceno-tecnici, macchinisti teatrali, ingegneri delle luci eccetera
– attività di produttori o impresari di eventi artistici dal vivo, con o senza strutture
– servizi ausiliari del settore dello spettacolo, non classificati altrove, inclusi l’allestimento di scenari e fondali, impianti di illuminazione e del suono
– organizzazione di sfilate di moda

Devi sapere che in base all’attività che svolgerai come regista potrai qualificarti come Professionista o come Artigiano iscritto in Camera di Commercio: nel primo caso, verserai i contributi alla Gestione Separata Inps o all’Ex-Enpals se lavori con soggetti del mondo dello spettacolo, nel secondo alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

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A questo punto dovrai scegliere il Regime Fiscale da adottare e la tua scelta potrà ricadere sul Forfettario o Ordinario semplificato.

Ma quali sono le differenze tra questi due regimi fiscali?

Il Regime Forfettario, considerato “agevolato” per i numerosi vantaggi fiscali e contabili che porta, prevede che:

• si paghi ununica imposta, detta sostitutiva, che sostituisce appunto tutte le altre dell’Ordinario semplificato (Irpef, Irap, ecc.);

• imposta e contributi si versino sul reddito imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco (per te che sei un regista è del 67%) ai ricavi conseguiti;

• le spese siano determinate in modo forfettario in base al coefficiente di redditività specifico associato al tuo Codice Ateco;

non si applichi la ritenuta d’acconto del 20% ai tuoi compensi;

non si abbia l’obbligo di fatturazione elettronica se si sono percepiti ricavi inferiori a 25.000 € nel 2021. Dal 2024, tutti i contribuenti avranno l’obbligo della fatturazione elettronica;

non si invii lo spesometro;

non si applichi l’Iva sulle fatture ma soltanto un’imposta di bollo di 2 euro per tutte le fatture superiori ai 77,47 euro.

Per poter applicare questo regime fiscale bisogna rispettare determinati requisiti, il più importante è non superare il limite di 85.000 euro di ricavi da Partita Iva all’anno.

Il Regime Ordinario Semplificato prevede che non si superino invece i 400.000 euro di ricavi all’anno se vendi servizi e i 700.000 euro se svolgi un altro tipo di attività ed inoltre bisogna obbligatoriamente registrare:

• beni ammortizzabili
• incassi e pagamenti
• fatture di vendita e di acquisto

Le caratteristiche del Regime Ordinario semplificato sono le seguenti:

Irpef da versare secondo il classico meccanismo a scaglioni;

• si devono versare eventualmente anche Irap, addizionali regionali e comunali, ecc.;

versamento dell’Iva;

obbligo della fatturazione elettronica;

• si deve inviare lo spesometro;

• devi applicare la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.

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