Aprire partita Iva per Etsy

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Aprire partita Iva per Etsy

Che cos’è Etsy e come funziona

Prima di vedere come aprire partita Iva per Etsy, vediamo cos’è Etsy.

Etsy è una piattaforma internazionale attraverso la quale si possono vendere e acquistare prodotti artigianali e oggetti vintage. All’interno del sito web troverai gli articoli suddivisi per categoria: puoi trovare davvero di tutto, dai giocattoli per bambini al materiali per creare, come ad esempio kit di artigianato, materiali artistici, schemi per uncinetto, etc.
Per poter vendere su Etsy è necessario creare un negozio online ed inserire una carta di credito: la creazione del negozio online è gratuita ma, dopo esserti registrato alla piattaforma, dovrai pubblicare obbligatoriamente almeno un’inserzione pubblicitaria.

Il costo di un’inserzione pubblicitaria si aggira attorno a 0,17  €. L’inserzione pubblicitaria ha una durata di 4 mesi oppure dura fino alla vendita del prodotto sponsorizzato.
In fase di registrazione potrai scegliere il Paese di appartenenza e la tua valuta.

I costi previsti da Etsy Italia sono i seguenti:

  • 0,20 € circa per ogni inserzione pubblicitaria;
  • 5% di commissione di transazione: ogni volta che vendi un articolo Etsy prevede una commissione di transazione;
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  • 4% + 0,30 € di commissione di gestione di pagamento ogni volta che vendi un prodotto e accetti pagamenti tramite Etsy Payments (servizio di pagamento della piattaforma);
  • 15% di tariffa per gli annunci di offsite: attraverso gli annunci offsite i tuoi prodotti verranno pubblicizzati sul web e su altri siti internet. Pagherai la tariffa solo quando porterai a termine la vendita: se la vendita ha fruttato meno di 10.000 dollari allora verrà addebitata una commissione del 15%, se la vendita ha fruttato almeno 10.000 dollari allora verrà addebitata una commissione del 12%.

Pagamenti su Etsy: Etsy Payments

Etsy Payments è il servizio di pagamento della piattaforma; in Italia è disponibile, ma non è così in tutti i Paesi.

Etsy Payments permette ai venditori di ricevere pagamenti attraverso metodi differenti, quali per esempio carta di debito/credito, alcuni servizi di bonifici, PayPal (dove permesso), Google Pay, Apple Pay, crediti Etsy e buoni Etsy. Questo metodo di pagamento permette anche al venditore di ricevere i pagamenti o sul conto dei pagamenti di Etsy oppure direttamente sul conto corrente bancario indicato.

Il conto dei Pagamenti di Etsy, integrato alla piattaforma, permette al venditore di tenere sotto controllo tutti i pagamenti che riceve, i rimborsi e le commissioni. Etsy verificherà le informazioni fornite dal venditore in fase di registrazione e, tramite i registri pubblici verificherà che le informazioni fornite siano veritiere.
L’importo mostrato sul conto dei pagamenti corrisponde al “fondo disponibile“, ovvero è possibile per il venditore trasferire tale importo dal conto dei pagamenti Etsy al proprio conto bancario.

N.B. Etsy, nei confronti del venditore, si pone come agente/intermediario: Etsy stesso salderà i pagamenti al venditore trattenendo l’importo dovuto ad Etsy, ovvero la commissione.

Commissioni

Ogni volta che viene conclusa una vendita, per ogni transazione, Etsy trattiene una commissione a titolo di “Commissione elaborazione dei pagamenti” (abbiamo visto importi e percentuali nel paragrafo precedente). L’importo di questa commissione è proporzionale e varia in base all‘importo lordo dell’ordine, compreso di costo di spedizione e tasse.

Queste commissioni sono visionabili nella sezione conto dei pagamenti di Etsy e verranno dedotte dall’importo totale del pagamento, una volta che questo è stato regolarmente perfezionato.

La “commissione di gestione pagamento” varia a seconda del Paese in cui ha sede il conto bancario del venditore. Etsy Italia prevede una commissione di gestione pagamento così composta: il 4% (percentuale del prezzo totale della vendita) + 0,30 € di commissione fissa per ordine.

Se il venditore vende un articolo in una valuta differente rispetto a quella del suo conto bancario, Etsy si occuperà di convertire la valuta sul conto del venditore.

Ad esempio, se un venditore con conto corrente bancario con sede in Italia riceve un pagamento in dollari, l’importo verrà convertito e versato sul conto dei pagamenti del venditore in euro. Il venditore paga una commissione sul cambio di valuta pari al 2,5%.

Quando aprire Partita Iva per Etsy

E’ obbligatorio aprire Partita Iva per vendere su Etsy? La risposta è: dipende.
Se l’attività che svolgi su Etsy Italia è saltuaria e non regolare, indipendentemente dai tuoi incassi, allora non sarai obbligato ad aprire Partita Iva, potrai continuare a vendere su Etsy e per essere in regola sarà sufficiente emettere una ricevuta di prestazione occasionale, dichiarando i ricavi così ottenuti in Dichiarazione come redditi diversi.

Fino ai 5.000 euro di ricavi da prestazione occasionale sarai soggetto unicamente al versamento dell’Irpef (aliquota del 23% da 0 a 28.000 euro), superato tale importo dovrai versare anche i contributi.

Nel momento in cui l’attività di vendita su Etsy perde il carattere occasionale, ovvero diventa abituale e continuativa nel tempo, ovvero la svolgi con regolarità e costanza, allora sarai obbligato ad aprire Partita Iva.

Aprire partita Iva per Etsy: come fare

La tua attività su Etsy è diventata abituale e continuativa nel tempo e pertanto risulta necessaria l’apertura della Partita Iva, ma cosa devi fare per aprirla?
Il primo passo da muovere è quello di identificare il codice ATECO adatto alla tua attività.

Generalmente, la definizione di vendita online viene associata all’attività di e-commerce. Potrebbe risultare automatico pensare quindi di aprire Partita Iva per e-commerce per poter vendere su Etsy, ma bisogna fare molta attenzione.

Una delle regole per poter aprire Partita Iva per e-commerce è la necessità di effettuare una compravendita: un soggetto A acquista da un soggetto B un determinato prodotto e successivamente lo rivende online, senza apportarvi modifiche.

Se si effettua tale attività commerciale, l’attività sarà inquadrata correttamente come e-commerce, ovvero commercio online di determinati prodotti/oggetti.

Sulla piattaforma Etsy hai però la possibilità di vendere prodotti artigianali, ovvero oggetti creati direttamente da te, dunque la prima domanda che dovrai porti è: voglio vendere oggetti creati da me oppure voglio vendere oggetti che compro da terzi e semplicemente rivendo? La risposta che darai ti aiuterà ad individuare il codice ATECO più adatto per  la tua attività.

N.B. se andrai a svolgere diverse attività tra loro, come per esempio sia la compravendita, sia la creazione direttamente del prodotto con la successiva vendita, per la stessa Partita Iva dovrai adottare più codici ATECO.

Se andrai dunque a svolgere attività di compravendita online, dovrai adottare il codice ATECO 47.91.10, che identifica l’attività di e-commerce.

Se vuoi vendere sulla piattaforma Etsy prodotti artigianali da te creati, allora dovrai adottare un codice ATECO idoneo ad identificare il bene che produci; ad esempio, se vuoi vendere delle collane realizzate da te, adotterai il codice ATECO 32.13.09 che fa riferimento alla fabbricazione di bigiotteria e articoli simili.

In questo ultimo caso, ovvero nel momento in cui crei tu stesso i prodotti che andrai a vendere su Etsy, l’attività sarà considerata artigiana e non si configurerà l’attività di e-commerce: internet, ovvero la piattaforma Etsy, sarà semplicemente il mezzo attraverso il quale tu venderai il tuo prodotto, il quale viene realizzato direttamente da te e non comprato e rivenduto online senza l’apporto di modifiche che ne variano la natura.

Adottando il codice ATECO 47.91.10 per l’e-commerce rientrerai nella categoria dei Commercianti e verserai i contributi (indipendentemente dal regime fiscale) alla Gestione Commercianti Inps.
Adottando (prendiamo ad esempio) il codice ATECO 32.13.09fabbricazione di bigiotteria e articoli simili rientrerai nella categoria degli Artigiani e, indipendentemente dal Regime fiscale che adotterai, verserai la contribuzione previdenziale alla Gestione Artigiani Inps.

Per aprire Partita Iva per Etsy, rientrando questa attività nella categoria di artigiani e commercianti, è necessario:

  • iscriversi in Camera di Commercio (versando bolli e diritti di segreteria)
  • versare il diritto camerale annuale di 53€
  • presentare la SCIA in Comune, se effettuerai l’attività di e-commerce
  • iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, a cui versare i contributi

Aprire Partita Iva per Etsy: la scelta del Regime fiscale

Se sei intenzionato ad aprire Partita Iva per Etsy Italia, un’altra scelta che dovrai affrontare è quella che riguarda il Regime fiscale, ovvero quale adottare.

Mettiamo a confronto le condizioni da rispettare per adottare il Regime forfettario e quelle per poter rientrare nel Regime ordinario:

  • il Regime forfettario prevede l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni se rispetti i limiti per poter applicare tale riduzione; il Regime ordinario prevede il versamento delle  aliquote Irpef, in base alla fascia di reddito, dal 23% al 43%, il versamento di addizionali regionali e comunali di circa il 2/3% del reddito;
  • nel Regime forfettario il reddito imponibile (la base su cui vengono calcolate imposte e contributi) si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività associato al Codice Ateco che hai adottato; nel Regime ordinario il reddito imponibile viene calcolato sottraendo i costi legati all’attività che hai sostenuto ai ricavi percepiti;
  • il Regime forfettario non prevede l’applicazione dell’Iva in fattura: se l’importo in fattura supera i 77,47 € allora dovrai apporre in fattura una marca da bollo da 2 €; nel Regime ordinario vige invece l’obbligo di applicare l’Iva in fattura.
  • Infine, entrambi i regimi fiscali prevedono l’obbligo di emettere fatture in formato elettronico. In particolare, tale obbligo è scattato per tutti i contribuenti dal 1° gennaio 2024: infatti fino al 31 dicembre 2023 alcuni contribuenti forfettari ne erano esonerati.

Per quanto riguarda i contributi, non vi è differenza tra Regime ordinario e Regime forfettario: il versamento della contribuzione previdenziale dipende dalla categoria di appartenenza.

Gli Artigiani e Commercianti dovranno versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps:

  • una quota fissa pari a 4.427,04€ per gli artigiani e di 4.515,43€ per i commercianti, importo che copre un reddito minimale di 18.415€;
  • oltre il reddito minimale di 18.415 euro €, in aggiunta ai contributi fissi, verranno versati sull’eccedenza contributi in percentuale pari al 24%  per la categoria degli Artigiani e al 24,48% per la categoria dei Commercianti.

N.B.: se adotterai il regime Forfettario, iscrivendoti in Camera di Commercio come Artigiano/Commerciante, potrai usufruire di un altro dei tanti vantaggi contabili di questo regime fiscale, ovvero potrai richiedere all’Inps la riduzione del 35% dei contributi da versare, la quale si applica sia ai fissi che a quelli eccedenti il reddito minimale.

Quando vanno versate le tasse per una Partita Iva per Etsy?

I contributi fissi andranno versati durante l’anno in quattro rate fisse di uguale importo alle seguenti scadenze, a meno che tu non apra la partita Iva in corso d’anno:

  • 16 maggio
  • 20 agosto
  • 16 novembre
  • 16 febbraio dell’anno successivo

A giugno dovrai presentare la Dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta precedente e dovrai versare:

30 giugno 

  • saldo imposta sostitutiva dell’anno precedente
  • saldo eventuali contributi sull’eccedenza dell’anno precedente
  • 1° acconto imposta sostitutiva per l’anno in corso, pari al 50%
  • 1° acconto eventuali contributi sull’eccedenza per l’anno in corso, pari al 40%

L’importo totale dovuto è rateizzabile fino a 6 volte, di cui l’ultima rata da saldare entro il 16 novembre.

30 novembre

  • 2° acconto imposta sostitutiva per l’anno in corso, pari al 50%
  • 2° acconto eventuali contributi sull’eccedenza per l’anno in corso, pari al 40%

Tali importi non potranno essere suddivisi in rate e dovranno pertanto essere versati in un’unica soluzione.

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