Aprire Partita Iva come Personal shopper: come fare

Iscriviti gratis e ricevi subito assistenza fiscale gratuita

All’interno della piattaforma FlexSuite puoi anche simulare le tasse da pagare, scaricare guide fiscali, utilizzare il gestionale di fatturazione e molto altro.

Aprire Partita Iva come Personal shopper: come fare

Cosa bisogna fare per aprire Partita Iva come Personal shopper?

Aprire Partita Iva come Personal shopper: vediamo come fare!

Se vuoi aprire la tua Partita Iva per personal shopper, la prima cosa da fare è scegliere il codice Ateco per la professione di personal shopper, ovvero:

96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca

Che include:

– attività di astrologi e spiritisti
– servizi di ricerca genealogica
– servizi di lustrascarpe, addetti al parcheggio di automobili eccetera
– gestione di macchine a moneta per servizi alla persona (cabine per fototessera, bilance pesapersone, macchine per misurare la pressione del sangue, armadietti a chiave funzionanti a moneta)
– assistenza bagnanti (bagnini)
– servizi domestici svolti da lavoratori autonomi

Successivamente, dovrai aprire la tua Partita Iva all’Agenzia delle Entrate ed iscriverti alla Gestione Separata Inps, a cui versare i contributi.

Iscriviti alla piattaforma FlexTax e ricevi gratis il libro
Scarica gratis ora

A questo punto devi scegliere il Regime fiscale da adottare e la tua scelta potrà ricadere sul Forfettario o Ordinario semplificato.

Ma quali sono le differenze tra questi due regimi fiscali?

Il Regime Forfettario, considerato “agevolato” per i numerosi vantaggi che comporta, prevede che:

• si paghi un’unica imposta, detta sostitutiva, che sostituisce appunto tutte le altre dell’Ordinario semplificato (Irpef, Irap, ecc.);

• imposta e contributi si versino sul reddito imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti;

• le spese siano determinate in modo forfettario in base al coefficiente di redditività specifico associato al tuo Codice Ateco;

non si applichi la ritenuta d’acconto del 20% ai tuoi compensi;

non si abbia l’obbligo di fatturazione elettronica se si sono percepiti ricavi inferiori a 25.000 euro nel 2021. Dal 2024, invece, tutti i contribuenti avranno l’obbligo di fattura elettronica;

non devi inviare lo spesometro;

non si applichi l’Iva sulle fatture ma soltanto un’imposta di bollo di 2 euro per tutte le fatture superiori ai 77,47 euro.

Per poter applicare questo particolare regime fiscale bisogna rispettare determinati requisiti, tra cui quello di non superare il limite di 85.000 euro di ricavi da Partita Iva all’anno.

Il Regime Ordinario semplificato prevede che non si superino invece i 400.000 euro di ricavi all’anno ed inoltre bisogna obbligatoriamente registrare:

• beni ammortizzabili
• incassi e pagamenti
• fatture di vendita e di acquisto

Le caratteristiche del Regime Ordinario semplificato sono le seguenti:

Irpef da versare secondo il classico meccanismo a scaglioni;

• si devono versare eventualmente anche Irap, addizionali regionali e comunali, ecc.;

versamento dell’Iva;

obbligo della fatturazione elettronica;

• si deve inviare lo spesometro;

• devi applicare la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ARTICOLI SIMILI