Affitti brevi: stop a self check-in e keybox. Questa è l’ultima novità introdotta nel settore dal Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero del Turismo.
Dunque, proseguono gli aggiornamenti normativi per il comparto degli affitti brevi, che nel corso del 2024 ha subito numerose modifiche, dalla rimodulazione della cedolare secca, all’introduzione del CIN.
Cosa cambia per gli affitti brevi?
Una circolare pubblicata dal Viminale vieta espressamente il self check-in, anche mediante l’utilizzo di keybox, in quanto tale modalità di identificazione non soddisfa i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla legge.
Secondo la circolare, infatti, l’identificazione a distanza non offre garanzie di sicurezza sufficienti, poiché le unità immobiliari adibite ad affitti brevi possono essere occupate da:
“uno o più soggetti le cui generalità restano ignote alla Questura competente, comportando un pericolo per la sicurezza della collettività”.
Di conseguenza l’host che affitta in locazione breve un’unità immobiliare deve identificare gli ospiti di persona, verificando che il loro volto corrisponda con quello presente nei loro documenti identificativi e successivamente comunicare entro 24 ore le loro generalità alle Questure territorialmente competenti.
Nel caso in cui il soggiorno sia inferiore alle 24 ore, la comunicazione dovrà essere effettuata entro 6 ore dall’arrivo.
Ecco le parole della circolare:
“[…] Si conferma l’obbligo posto a carico dei gestori di strutture ricettive di ogni genere o tipologia – di verificare l’identità degli ospiti mediante verifica de visu della corrispondenza tra persone alloggiate e documenti forniti, comunicandola alla Questura territorialmente competente […]”.
Affitti brevi e stop a self check-in e keybox: la ragione
La ragione di questa decisione è legata alle celebrazioni del Giubileo a Roma, che secondo le previsioni porterà circa 30–35 milioni di turisti a visitare la capitale e il resto del nostro Paese.
Così, il Ministero degli Interni, attraverso la circolare firmata dal Capo della Polizia Pisani, che abbiamo richiamato nel paragrafo precedente, ha sottolineato la necessità di rafforzare i controlli, in ottica preventiva, anche nel settore degli affitti brevi, per evitare che queste strutture possano ospitare ricercati o pregiudicati:
“[…] tenuto conto dell’evoluzione della difficile situazione internazionale, emerge la necessità di attuare stringenti misure finalizzate a prevenire rischi per l’ordine e la sicurezza pubblica in relazione all’eventuale alloggiamento di persone pericolose e/o legate a organizzazioni criminali o terroristiche”.
Di seguito trovi la circolare che ha introdotto queste novità: circolare- identificazione delle persone ospitate presso strutture ricettive
Tuttavia, a seguito di un ricorso, il Tar del Lazio ha annullato l’obbligo.
L’annullamento del contenuto della Circolare
Come detto, il Tar del Lazio ha annullato il contenuto della circolare del 18 novembre 2024 che introduceva l’obbligo di riconoscimento in prima persona degli ospiti degli affitti brevi, oltre alla stretta sulle keybox.
Secondo il tribunale amministrativo del Lazio, infatti, l’identificazione di persona non è di per sé una garanzia assoluta di pubblica sicurezza, la ragione per la quale il Viminale ha pubblicato questa circolare.
Questa però non è stata l’ultima tappa della vicenda: a seguito di un nuovo ricorso, una sentenza del Consiglio di Stato, infatti, ha ribaltato nuovamente questa decisione: sono confermati lo stop al self check in e alle keybox nel comparto degli affitti Brevi.
La sentenza del Consiglio di Stato: stop a self check-in e keybox per gli affitti brevi confermati
Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine a questa disputa, confermando che i contribuenti che svolgono l’attività di affitti brevi sono tenuti all’identificazione de visu degli ospiti.
Queste parole cosa significano concretamente?
Che non è sufficiente ricevere i documenti d’identità degli ospiti e successivamente trasmettere i codici di apertura degli appartamenti o delle keybox.
La verifica dell’identità degli ospiti è obbligatoria, ma non per forza deve avvenire in prima persona.
È anche possibile che avvenga “ attraverso appositi dispositivi di collegamento predisposti (…) all’ingresso purché idonei ad accertare, hinc et nunc, l’effettiva corrsipondenza tra ospite e titolare del documento di identità“.
Questo significa che la verifica dell’identità non deve per forza avvenire di persona, ma può avvenire anche attraverso tecnologie che permettono la verifica a distanza.
Siamo alla fine di questo articolo sugli affitti brevi e lo stop a self check-in e keybox.
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