Come affittare con Airbnb in Partita Iva?
In questo articolo ci occuperemo di come affittare con Airbnb con Partita Iva.
Molte persone decidono di mettere in affitto le proprie case o appartamenti per brevi periodi, soprattutto avvalendosi dei portali online quali Airbnb.
Molti utenti, tuttavia, si chiedono se per la loro attività di affitto devono aprire Partita Iva.
Quali sono le regole che stabiliscono se devo aprire Partita Iva?
E se devo aprire Partita Iva, quali tasse dovrò pagare?
Scopriamolo in questo articolo.
Affittare con Airbnb con Partita Iva: le regole
È possibile affittare con Airbnb utilizzando diverse tipologie di attività, che si possono suddividere principalmente in:
- Locazione: locazioni turistiche o locazioni con contratti transitori, ossia attività di mera locazione senza fornitura di servizi accessori;
- Attività ricettive extra-alberghiere: Bed and breakfast, case vacanze, affittacamere.
Mentre le attività di mera locazione sono disciplinate dalle regole del Codice Civile in tema di locazione, le attività ricettive sono disciplinate dalle leggi e normative regionali, in quanto la regolamentazione della materia del turismo è di competenza delle Regioni.
In ogni caso, le regole del Codice Civile e le leggi regionali disciplinano gli obblighi amministrativi a cui i gestori devono sottostare, come ad esempio il rilascio delle autorizzazioni, le regole per la gestione dell’attività, etc.
Per quanto riguarda le disposizioni fiscali, invece, bisogna fare riferimento alle regole del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), le quali prevedono che se l’attività commerciale è esercitata con professionalità e abitualità, essa ricade nella categoria dei Redditi di impresa e comporta l’obbligo di apertura della Partita Iva.
Per approfondire quando devi aprire Partita Iva se affitti con Airbnb:
Con quale Regime fiscale Affittare con Airbnb?
Se apri Partita Iva per svolgere l’attività di affitto con Airbnb, dovrai, oltre all’apertura della Partita Iva, iscriverti alla Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti Inps.
Se rispetti alcuni requisiti, per quanto riguarda il Regime fiscale potrebbe esserti conveniente usufruire del Regime Forfettario.
Il Regime Forfettario è infatti un Regime agevolato che dal 2023 è stato ampliato a tutte le Partite Iva che abbiano conseguito nell’anno precedente ricavi non superiori a 85.000 euro.
Il Regime Forfettario ti permette di essere soggetto a un’unica imposta sostitutiva del 15% (o, rispettando alcuni ulteriori requisiti, del 5% per i primi cinque anni di attività).
Invece, in Regime Ordinario sei soggetto all’Irpef (con le aliquote che vanno dal 23% al 43% sulla base degli scaglioni di reddito) e alle addizionali regionali e comunali.
Con il Regime forfettario, inoltre, puoi usufruire di numerose semplificazioni contabili e fiscali.
Per approfondire l’argomento:
Regime forfettario per chi affitta con Airbnb.
Cosa cambia per gli affitti brevi?
A partire dal 2024 e fino al 2026, il comparto degli affitti brevi ha subito notevoli cambiamenti e questo vale anche per le piattaforme come Airbnb.
La prima novità riguarda la cedolare secca, che con la Legge di Bilancio 2024 e successivamente con la Legge di Bilancio 2026 è stata rimodulata. In particolare, per la prima unità immobiliare in cedolare secca, l’aliquota rimane al 21% e passa al 26% sulla seconda: sarà direttamente il contribuente a scegliere a quale appartamento applicare l’aliquota al 21% e a quale al 26%.
Dal terzo appartamento in poi, invece, l’attività si considera svolta in forma imprenditoriale, perciò non è possibile adottare la cedolare secca e scatta l’obbligo di aprire Partita Iva.
Ci sono però altre due importanti novità nel comparto degli affitti brevi: l’introduzione del CIN, il Codice Identificativo Nazionale e l’obbligo di dotare gli immobili in affitto breve di rilevatori di fumo e monossido di carbonio ed estintori. Questi dovranno essere installati in posizioni visibili, con un minimo di un estintore per piano e di uno ogni 200 metri quadrati.
Il CIN è stato introdotto con una duplice finalità: da un lato scoraggiare i fenomeni di evasione fiscale, dall’altro contrastare l’abusivismo del settore. Dovrà essere apposto al di fuori dell’appartamento che si intende locare e all’interno di ogni annuncio che lo contiene.
Il CIN viene rilasciato dal Ministero del Turismo ed è operativo sull’intero territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2025, dopo una prima fase sperimentale in alcune regioni italiane.
Se desideri richiedere il CIN, accedi alla seguente pagina:
Banca Dati Strutture Ricettive
Attenzione! Airbnb ha fatto sapere che dal 1° gennaio 2025, rimuoverà gli annunci senza CIN.
Se hai bisogno di ricevere assistenza fiscale, ad esempio sull’apertura della tua Partita Iva per affittare con Airbnb o sulla gestione della contabilità della tua attività autonoma, non esitare a contattare i Professionisti di FlexTax, creando il tuo Account gratuito su FlexSuite.
I Consulenti di FlexTax, esperti nell’affitto di immobili anche tramite Partita Iva, ti aiuteranno infatti a risolvere tutti i tuoi dubbi e potrai inoltre usufruire della convenzione con Airbnb, la quale ti permette di risparmiare 40,00 euro sul servizio adatto alle tue esigenze.
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Ciao! Ho un dubbio. Io ho già una partita IVA in regime forfettario per la mia attività. In aggiunta, ho anche una casa su airbnb che affitto saltuariamente.
I due redditi sono sommati allo stesso modo? Dovrei pagare i contributi anche sulla quota airbnb (quindi non da redditi da lavoro)?
Grazie!
Buongiorno Beatrice,
le confermiamo che deve versare imposta e contributi anche sui redditi ricavati da affitti tramite AirBnB.
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