A cosa serve la Partita Iva?

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Se ti stai chiedendo a cosa serve la Partita Iva, siccome stai valutando se aprirne una, leggi questo articolo!

Prima di spiegarti a cosa serve la Partita Iva, iniziamo a dire che cos’è.

La Partita Iva è un codice numerico, composto da 11 cifre ed attribuito dall’Agenzia delle Entrate: ad ogni soggetto richiedente viene rilasciato uno specifico codice numerico che non potrà essere rilasciato identico ad altri. Questo consente di identificare in maniera univoca il soggetto (contribuente) che svolge una determinata attività.

A cosa serve aprire una Partita Iva?

È grazie alla Partita Iva che un individuo può svolgere abitualmente lavoro autonomo, non vincolato dunque da un datore di lavoro.

Se svolgi lavoro autonomo in maniera continuativa, per essere in regola con la fiscalità italiana, devi necessariamente aprire Partita Iva e pagare le “tasse” che deriveranno da quanto incassato in un determinato periodo di imposta.

Prima dell’avvio dell’iter di apertura della tua Partita Iva, dovrai fare delle valutazioni circa il regime fiscale che vorrai/potrai adottare. Ogni regime fiscale prevede obblighi precisi che dovrai rispettare.

L’ordinamento italiano prevede tre regimi fiscali:

  • Regime Forfettario: per poter applicare tale regime fiscale è necessario rispettare alcuni limiti;
  • Regime Ordinario Semplificato: se non si rispettano i requisiti  per poter adottare il Forfettario o se, per la tua situazione specifica risulta più conveniente;
  • Regime Ordinario: obbligatorio se si costituisce una società di persone o società di capitali.
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Nel nostro articolo andremo ad approfondire il Regime Forfettario e il regime Ordinario Semplificato, applicabili alla ditte individuali, gestite da FlexTax.

Regime forfettario

Per poter adottare il Forfettario per la tua Partita Iva, come anticipato nelle righe precedenti, dovrai necessariamente rispettare tutti i requisiti da esso previsti.

Il regime Forfettario prevede che il reddito imponibile, ovvero il reddito su cui calcolare imposta e contributi da versare, si calcoli applicando ai ricavi conseguiti il coefficiente di redditività.

Il coefficiente di redditività è una percentuale associata ad ogni codice Ateco.
Ad esempio, se adotti il codice Ateco 74.90.99, il coefficiente di redditività sarà pari al 78%.

Il calcolo da effettuare sarà dunque il seguente:

ricavi x coefficiente di redditività

Supponiamo che i tuoi ricavi ammontino a 20.000€:

20.000€ x 78% = 15.600€

L’importo di 15.600€ sarà il reddito imponibile su cui calcolare imposta e contributi.

Nel regime Forfettario si parla di un’unica imposta, l’imposta sostitutiva. Prevede un’aliquota al 15% per le attività di non recente avvio e un’aliquota al 5% valida per i primi 5 anni di attività per le nuove attività.

Tuttavia, per poter applicare l’aliquota al 5% non è sufficiente aver appena avviato un’attività: è necessario rispettare tutte le tre condizioni presenti.

Per quanto riguarda la fatturazione, adottando il Regime Forfettario non dovrai inserire l’Iva in fattura e al suo posto dovrai inserire una marca da bollo dal valore di 2€ quando l’importo della fattura supera i 77,47€.

Regime ordinario semplificato

L’Ordinario Semplificato viene solitamente adottato quando non vengono rispettati tutti i requisiti del Forfettario, oppure quando risulta più conveniente per l’attività svolta.

In questo caso, il reddito imponibile andrà calcolato in modo differente.

Il reddito di impresa (il totale su cui andrai a versare imposta e contributi) sarà calcolato sottraendo i costi sostenuti dai ricavi.

Fatto questo passaggio si ottiene un utile fiscale al quale si possono dedurre eventuali oneri deducibili.

A questo punto si ha il reddito imponibile su cui si calcolano le imposte e le eventuali detrazioni previste dalla Legge.

Adottando il Regime Ordinario Semplificato, sarai soggetto al versamento Irpef secondo il seguente metodo a scaglioni:

  • 1° scaglione: per un reddito compreso tra 0€ e 28.000€ dovrai versare l’aliquota Irpef al 23%;
  • 2° scaglione: per un reddito compreso tra 28.001€ e 50.000€ dovrai versare l’aliquota Irpef al 35%;
  • 3° scaglione: per un reddito superiore a 50.000€ dovrai versare l’aliquota Irpef al 43%.

Sarai inoltre soggetto alla liquidazione Iva trimestrale, in quanto questa andrà inserita in fattura.

Vediamo ora cosa cambia in base all’inquadramento fiscale.

Quando aprire Partita Iva, indipendentemente dal regime fiscale adottato, potrai essere inquadrato come:

A cosa serve la Partita Iva?

Come aprire la Partita Iva da Libero Professionista

Se sei un libero professionista significa che nella tua attività prevale l’aspetto professionale, come ad esempio nel caso di consulenti, medici, avvocati, ecc.

Per effettuare l’apertura della tua Partita Iva basterà presentare le pratiche all’Agenzia delle Entrate.

Potrai farlo in autonomia o delegare un consulente che lo faccia per te.

Se sei un libero professionista non iscritto ad un albo, allora verserai i contributi alla Gestione Separata Inps, in percentuale dunque in proporzione al reddito. Per il 2024 la Gestione Separata prevede un’aliquota pari al 26,07%.

Se contestualmente all’attività in Partita Iva svolgi anche un lavoro dipendente, indipendentemente dal tipo di impegno richiesto, part-time o full-time, per l’attività in Partita Iva verserai i contributi alla Gestione Separata Inps in forma ridotta al 24%.

Se sei un libero professionista ma la tua professione, per essere svolta, richiede l’iscrizione ad un albo, allora non dovrai versare i contributi alla Gestione Separata Inps, li verserai alla cassa previdenziale specifica di competenza.

Vediamo qualche esempio:

  • gli avvocati versano i contributi alla Cassa Forense;
  • gli ingegneri versano i contributi ad Inarcassa;
  • i geometri versano i contributi alla cassa CIPAG;
  • i biologi versano i contributi all’ENPAB;
  • i medici versano i contributi all’ENPAM;
  • gli infermieri versano i contributi all’ENPAPI;
  • gli psicologi versano i contributi all’ENPAP;
  • i veterinari versano i contributi all’ENPAV.

Ogni cassa previdenziale specifica prevede un proprio regolamento interno, ma possiamo dire che generalmente sono previsti:

  • contributo soggettivo;
  • contributo integrativo;
  • il contributo di maternità.

Come aprire la Partita Iva da Artigiani e Commercianti

Se sei un artigiano o un commerciante, aprirai la tua Partita Iva in Agenzia delle Entrate, la quale rilascerà il tuo numero di Partita Iva, ma in più dovrai anche procedere con l’iscrizione in Camera di Commercio, obbligatoria per attività di natura artigianale e/o commerciale.

La Camera di Commercio prevede che tu debba versare il diritto camerale una volta all’anno: il suo importo dipende dalla Camera di Commercio e può oscillare tra i 50€ e i 100€.

Diversamente dai Professionisti, non verserai solo contributi in percentuale.

La Gestione Artigiani e la Gestione Commercianti prevedono il versamento di contributi fissi entro un determinato reddito minimale.
Superata la soglia del reddito minimale è previsto anche il versamento dei contributi in percentuale, sull’eccedenza.

Vediamo gli importi più nel dettaglio.

La Gestione Commercianti Inps, per l’anno 2024, prevede:

  • il versamento di contributi fissi pari a 4.515,43€ entro un reddito minimale pari a 18.415€;
  • superato il reddito minimale, oltre ai fissi, il versamento di contributi sull’eccedenza, in percentuale al 24,48%.

La Gestione Artigiani Inps, per l’anno 2024, prevede:

  • il versamento di contributi fissi pari a 4.427,04€ entro un reddito minimale pari a 18.415€;
  • superato il reddito minimale, oltre ai fissi, il versamento di contributi sull’eccedenza, in percentuale al 24%.

Se adotterai il Regime Forfettario, avrai la possibilità di richiedere la riduzione del 35% su tutti i contributi. Se sei un pensionato e hai meno di 65 anni, avrai accesso alla riduzione del 35% dei contributi.

Se sei un pensionato e hai più di 65 anni, avrai accesso alla riduzione del 50% dei contributi: tale riduzione non è cumulabile con la riduzione del 35%.

Se contestualmente all’attività in Partita Iva svolgi anche un lavoro dipendente di tipo full-time potrai richiedere l’esonero contributivo.

Se invece contestualmente svolgi un lavoro dipendente part-time, allora dovrai verserai i contributi per intero e potrai richiedere la riduzione del 35% dei contributi.

È importante ricordare che se sei un artigiano, oltre ai contributi alla Gestione Artigiani Inps, dovrai versare annualmente anche il premio INAIL, stabilito dall’ente stesso sulla base della percentuale di rischio della tua attività.

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